L'Accademia al Quirinale

Il discorso di saluto rivolto da Giovanni Ballarini al Presidente della Repubblica

quirinale giro

Signor Presidente della Repubblica, per l’Accademia Italiana della Cucina, e per me che qui ho il grande piacere di rappresentarla assieme al Consiglio di Presidenza, la consegna del volume “I menu del Quirinale – 150 anni di menu per 15 Capi di stato” che Lei ha onorato con il Suo Messaggio, corona i quasi sessanta anni di attività a favore della cultura del nostro Paese.
L’onore che Ella oggi ci concede supera il momento formale, senza dubbio importante, soprattutto in coincidenza delle celebrazioni dei centocinquanta anni della Unità italiana, in quanto è un avallo all’attività della nostra Accademia.
L’Accademia italiana con i quasi ottomila accademici, quasi millecinquecento all’estero, che lavorano in 213 delegazioni in Italia e in 77 delegazioni di 38 paesi esteri, svolge un’intensa attività in difesa delle nobili tradizioni gastronomiche italiane attraverso la Rivista “Civiltà della Tavola”, riunioni, convegni, conferenze, tavole rotonde, manifestazioni, mostre, pubblicazioni. Il nostro impegno culturale fin dal 2003 è stato riconosciuto dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali, che ha inserito la nostra Accademia nella tabella degli Istituti di Cultura Italiani. Un’attività che trova riferimento nelle collane di libri che mi permetto di presentarLe, ed alle quali aggiungo “I Colori del Gusto – Civiltà della tavola nella pittura napoletana” che celebra la grande cultura, pittorica e gastronomica, della “sua” Napoli.
La cucina, come la lingua, sono espressioni ineliminabili e profonde dell’identità di un popolo e di una nazione, anche e soprattutto in Italia dove la loro pluralità delle tradizioni, costituisce una ricchezza incomparabile che il processo unitario ha messo in evidenza e che è stato oggetto di studio e di divulgazione da parte della nostra Accademia, come dimostra l’ultimissima nostra pubblicazione “1861 – 2011 – La cucina nella formazione dell’identità nazionale”. Al pari delle altre testimonianze della costruzione identitaria, che conservano memoria della storia artistica, letteraria, musicale, scientifica, materiale, anche la cucina, soprattutto nei suoi aspetti di deposito di tradizioni, di componente artistica nella gastronomia e per i suoi significati inconsci, rappresenta un fortissimo elemento di riconoscibilità ed è un indiscusso fattore di coesione nazionale.
Quasi sessanta anni di lavoro, passione disinteressata, impegno culturale ha portato l’Accademia ad assumere l’attuale dimensione nazionale e internazionale nel nome della cultura italiana e della Civiltà della tavola, che trova riferimento con i nostri rapporti con i Ministeri per i Beni e le Attività Culturali, degli Affari Esteri, delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, e della Salute.
La Sua accoglienza rappresenta una gratificazione che premia l’impegno di questa associazione che rifugge da ogni legame commerciale, e che fa dell’appassionato volontariato dei nostri Accademici, in Italia e nel mondo, il solo strumento operativo per il raggiungimento degli scopi statutari: la tutela, cioè, delle tradizioni della cucina del nostro Paese e della civiltà della tavola, come valore nazionale, che il nostro Paese non può vedere sminuito, pena la perdita rilevantissima di identità. In un periodo di rapidi cambiamenti e trasformazioni, l’interesse per una cucina tradizionale e identitaria, migliorata e adeguata all’attualità, si associa al suo ruolo nella difesa del “fare italiano” in Italia e soprattutto all’estero, con importanti ricadute sociali ed economiche. Una buona cucina italiana è il migliore veicolo per far conoscere ed apprezzare negli altri paesi la grande ricchezza e varietà dei prodotti italiani e la migliore difesa di fronte alle falsificazioni della produzione agroalimentare italiana, il secondo settore produttivo del nostro paese.
Mai come in questi momenti, Signor Presidente, ci sentiamo in perfetta sintonia con Lei, nell’opera che attivamente conduce per la valorizzazione della presenza italiana nel mondo. Il distintivo che noi Accademici portiamo all’occhiello reca i tre colori della nostra bandiera, quel tricolore che Lei, Signor Presidente, ci indica quale strada per la salvaguardia dei grandi valori spirituali che sono alla sua origine e che stiamo celebrando nella ricorrenza dei centocinquanta anni dell’Unità italiana.
Signor Presidente, la nostra Associazione continuerà ad operare quotidianamente, soprattutto con l’aiuto degli Accademici giovani di età ma soprattutto di spirito, come Lei c’insegna, in grado così di assicurare un futuro ad un patrimonio unico ed ineguagliabile qual è la nostra cucina che affonda le sue radici all’inizio del secondo millennio della nostra era.
Signor Presidente, un grazie sincero e, se mi permette, affettuoso da parte di tutti noi, e mio personale, per la Sua cortesia e la Sua disponibilità ad accoglierci al Quirinale. Saluto al quale unisco quello per la Sua amabile Consorte, Donna Clio. Saluto al quale associo come ricordo la consegna della riproduzione del nostro simbolo, il tempio della saggezza.
Una giornata che resterà a lungo nella memoria e nel cuore di tutti noi.
Grazie