L’Attività

Capillare e continua

I principi ispiratori dell'Accademia si traducono in numerose e concrete iniziative rivolte all'esterno - a studiosi, appassionati, cultori della civiltà della tavola - e all'interno della sua stessa organizzazione - Delegazioni in Italia e all'estero, Accademici e Delegati - perché l'attenzione sia sempre viva, perché non vi siano momenti di inerzia. Perché la conoscenza, come il sapere, non si ferma mai.

L'attività conviviale

Lo studio e la ricerca continui che l'Accademia svolge su tutto ciò che riguarda la civiltà della tavola passano anche attraverso un'intensa attività conviviale, che oltre a costituire occasione d'incontro e di fervido scambio di idee, rappresenta un momento molto intenso di partecipazione: il momento del convivio inteso in senso dantesco. Ogni riunione conviviale è infatti occasione di interventi culturali legati al momento, al luogo, alla circostanza.
La convivialità è inoltre espressione di ospitalità, di comunicazione di vita, di intelligenza e di diplomazia, che spesso rende più ragionevoli e ben disposti commensali anche molto distanti tra loro.
L'Accademia quindi tiene in gran conto - e non potrebbe essere altrimenti - la cultura, la divulgazione e la salvaguardia dello spirito conviviale. È per questo che, nell'ambito della sua attività, organizza eventi molto significativi.

La cena ecumenica

Organizzata nello stesso giorno da tutte le Delegazioni, nel proprio territorio, per celebrare ecumenicamente il tema dell'anno, oggetto non solo del menu di questo incontro conviviale, ma anche degli interventi e dei contributi dei vari oratori, studiosi dell'argomento, la cena ecumenica rappresenta un vivace momento di arricchimento culturale.
È l'occasione per riunire idealmente e fattivamente tutte le Delegazioni intorno all'approfondimento di un tema, quello appunto prescelto all'inizio dell'anno, affinché questo possa essere celebrato non solo dal punto di vista gastronomico, ma anche dal punto di vista storico, ambientale e civile. Ma ogni Delegazione, poi, lo interpreta nella singolarità delle ricette e del menu, proprio in funzione della diversità delle tradizioni e della cultura del proprio territorio. E l'ecumenicità della cena sta quindi nell'insieme di tali interpretazioni che all'unisono, nello stesso momento, anche in luoghi diversi, contribuiscono a formare un armonico insieme.
Alla cena ecumenica partecipano, oltre agli Accademici, anche rappresentanti dei diversi mezzi di comunicazione, personalità di enti pubblici e privati, studiosi e cultori della civiltà della tavola affinché i temi dibattuti, il menu, le idee, i progetti e gli obiettivi ispiratori dell'attività dell'Accademia possano avere il dovuto risalto e possano essere divulgati, applicati, sostenuti anche al di fuori dell'Accademia stessa, presso un pubblico più vasto.

Il Simposio

È compito del Simposiarca, scelto di volta in volta tra gli Accademici di ogni Delegazione, organizzare periodicamente il Simposio, un momento conviviale in cui si offre, anche ad ospiti del mondo della cultura, del giornalismo e dei mass media, l'occasione di cogliere il significato profondo di una riunione conviviale. Ciò avviene anche attraverso gli interventi e i temi, connessi con la civiltà della tavola, che l'oratore o gli oratori prescelti per l'occasione affrontano parlando della storia, delle tradizioni, degli eventi più importanti, dei prodotti del luogo o del territorio in cui la riunione si svolge.
Il Simposio rappresenta anche un'occasione di approfondimento, sperimentazione e monitoraggio dello stato della ristorazione pubblica. Il Simposiarca, infatti, sceglie un ristorante nel territorio della propria Delegazione, proponendo e concordando con lo chef un determinato menu, scelto con molta cura e secondo un criterio ben preciso. I partecipanti al Simposio, attraverso una scheda di valutazione molto particolareggiata, esprimono il loro giudizio sulla capacità dello chef di interpretare il menu stesso, sulla qualità dei prodotti, l'abbinamento dei vini, l'ospitalità e l'accoglienza del locale e sul rapporto prezzo/qualità.
La preparazione molto accurata dell'avvenimento da parte del Simposiarca - che sceglie, concorda e prova precedentemente il menu e che ne illustra la filosofia - e la valutazione approfondita e responsabile dei partecipanti costituisce, tra le attività dell'Accademia, un impegno attento e di valorizzazione dell'operato e delle capacità del ristoratore ed uno stimolo, per la ristorazione pubblica, ad una sempre maggiore attenzione alla qualità nel senso più ampio del termine.

Il Simposiarca

Il Simposiarcato è un preciso dovere dell'Accademico che deve essere quindi disponibile a questa incombenza, manifestando al Delegato le proprie proposte e iniziative. Il Simposio, punto focale della vita accademica, va preparato con molta attenzione e in armonia con i dettami accademici, sia nel pranzo di prova, importante premessa per l'impostazione di un menu accademico, sia nella riunione conviviale vera e propria.